Per le feste, lo Champagne si sceglie in base al momento: uno secco (Brut, Extra Brut, Pas Dosé) per l'aperitivo e gli antipasti, un Blanc de Blancs con il pesce, un Blanc de Noirs con i piatti più ricchi, un millesimato o una cuvée di punta per il brindisi e per regalare. Con i dolci, meglio un altro vino. E un piccolo produttore, a parità di spesa, porta in tavola qualcosa che i tuoi ospiti non conoscono.
Chi scrive. Massimo, fondatore de Il Massimo del Bere (IMDB), il WineClub di vini e Champagne di piccoli produttori indipendenti francesi. Va nelle cantine in Francia da metà anni Novanta e porta avanti il WineClub dal 2010.
| Momento | Champagne | Perché |
|---|---|---|
| Aperitivo, tartine, ostriche | Brut, Extra Brut o Pas Dosé, meglio se Blanc de Blancs | fresco e leggero, prepara il palato senza appesantirlo |
| Pesce poco lavorato: crudi, carpacci, tartare, crostacei al vapore | Blanc de Blancs | freschezza, acidità e note minerali dello Chardonnay |
| Risotti cremosi, carni bianche, tacchino, cappone, carni rosse poco grasse | Blanc de Noirs, o un assemblaggio ricco di Pinot Noir e Meunier | più corpo e struttura, regge i piatti sostanziosi |
| Il brindisi di mezzanotte | millesimato o cuvée di punta | il momento più importante merita la bottiglia migliore |
| Dolci e panettone | meglio un Moscato d'Asti, un passito o un vino liquoroso | vedi sotto |
È l'errore più comune delle feste, anche con un Demi-Sec. Lo zucchero del dolce fa sembrare lo Champagne acido e piatto, e il dolce perde a sua volta il suo equilibrio. Per il dessert va meglio un vino dolce, come un Moscato d'Asti, un passito o un vino liquoroso. Lo Champagne tienilo per il resto della cena e per il brindisi.
Un millesimato o una cuvée di punta: sono le bottiglie più curate di un produttore, e spesso hanno anche un'etichetta importante e una confezione in cartone o in legno. Il regalo che sorprende davvero, però, è la bottiglia di un piccolo produttore: chi la riceve non la trova al supermercato, e ha una storia da raccontare.
I piccoli vignerons, in particolare i récoltants-manipulants che coltivano le proprie vigne e fanno lo Champagne in casa, esprimono il carattere della loro terra invece di uno stile uniforme. E il rapporto fra qualità e prezzo è spesso sorprendente: sono un'alternativa sia agli Champagne commerciali da supermercato sia ai grandi marchi, che costano di più senza essere per forza migliori. Per riconoscerli, guarda la sigla RM sull'etichetta.
Fra 6 e 8 °C per gli Champagne senza annata, qualche grado in più per millesimati e cuvée importanti, che così aprono meglio i profumi. Il bicchiere migliore non è la coppa e nemmeno il flûte stretto, ma un calice a tulipano, che lascia respirare il vino e conserva le bollicine.
Nel mio WineClub, Il Massimo del Bere, gli Champagne dei piccoli produttori arrivano direttamente dalle loro cantine, senza magazzini in mezzo: ordino solo quello che i soci hanno già chiesto. Per questo servono almeno 3 settimane, e per le feste conviene muoversi per tempo.
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