MAI PIÙ VINO SBAGLIATO
Il Massimo del Bere è il WineClub che ho fondato nel 2010: porto in Italia Borgogna, Champagne, Loira e Rodano direttamente dai piccoli vignerons indipendenti, senza importatori, distributori né magazzini in mezzo. Vado di persona nelle cantine francesi da metà anni Novanta.
Comincia dalla mia newsletter: una email a settimana, gratis. La scrivo io, Massimo. Nella prima trovi l'offerta della Campagna del mese, che sia Borgogna, Champagne o quello che ho appena portato in Italia.
Non è un abbonamento. Non c'è un canone, non c'è una box a sorpresa, non arriva niente che non hai ordinato. Ti scrivo quando ho un'allocazione, e sei tu a decidere se ti interessa, cosa prendere e quanto.
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Siamo oltre 6.000 lettori, e oltre 1.000 hanno comprato almeno una volta. Decine di migliaia di bottiglie spedite dal 2010, tre o quattro rimborsi in tutto.
Hai cliccato un'ad su Facebook, oppure ti ha mandato qui un amico, oppure stai cercando "non sbagliare più una bottiglia" e Google ti ha portato da me. In tutti e tre i casi, sei dentro un piccolo cerchio di persone che ha smesso di farsi pagare il vino al triplo del giusto e ha deciso di andare a cercarsi quello vero, dal produttore in persona.
È il mio WineClub.
Un giro chiuso di gente che il vino lo vuole capito, non solo bevuto. Se sei arrivato fino a qui, una parte del lavoro l'hai già fatta. Adesso vediamo se il resto ti torna.
Va a finire così. Apri la bottiglia davanti a quello che "se ne intende", lui la gira nel calice, la riguarda, e dice:
"Ma questa è roba da 150 euro, minimo."
Tu l'hai pagata meno della metà. Ti chiede chi è il produttore, e glielo racconti in tre frasi, perché quelle tre frasi sono arrivate insieme alla bottiglia. Poi arriva la domanda: "ma tu come le trovi?".
E la parte che conta è un'altra: non stai rischiando niente. Se quella bottiglia fosse una delusione, te la faresti rimborsare e non se ne parlerebbe più. La figura migliore dell'anno, su una scommessa che non puoi perdere.
Ecco, questo è il punto d'arrivo. Il resto della pagina serve a spiegarti perché oggi non ci arrivi, e cosa c'entro io.
Prima di tutto, un dato che spiega molto. Negli ultimi quindici anni il prezzo della Borgogna premium è cresciuto di oltre il 650% secondo l'indice Liv-ex Burgundy 150, il benchmark globale dei vini di Borgogna. Solo tra il 2016 e il 2018 è raddoppiato. Sui Champagne dei piccoli vignerons il trend è simile, anche se più lento. La domanda quindi non è "perché costano tanto", la domanda è perché in Italia li paghi anche il triplo del prezzo a cui escono dalla cantina del produttore.
Una bottiglia di Champagne di un piccolo vigneron, in enoteca italiana, la paghi mediamente 50-70 €. Lo stesso Champagne, comprato direttamente dal produttore e saltando gli intermediari, vale meno della metà. La differenza la fanno 4 anelli di filiera: importatore italiano, distributore, grossista, retailer. Ognuno aggiunge il suo margine. Ognuno ha un magazzino dove la bottiglia sta ferma mesi.
Io l'ho ribattezzato così:
"Il Dazio della Distribuzione"
È una tassa nascosta che paghi tu, e che non c'entra niente col vino. Per uno Champagne Premier Cru, il Dazio è circa il 200-300% del prezzo cantina. Il coefficiente di ricarico medio della filiera vino italiana è documentato: da 2 a 3,5 volte il prezzo cantina, secondo i dati di settore di ISMEA Mercati e di I Grandi Vini.
Voglio essere preciso. Una bottiglia di Champagne Carole Noizet, in una qualsiasi enoteca italiana mediamente la trovi a 45-55 €. Conoscendo i canali giusti e saltando i 4 anelli di filiera, ti costerebbe meno della metà. La differenza la stai pagando per niente, se non per il fatto che 4 magazzini diversi se la sono passata di mano in mano.
E poi c'è l'altra faccia del problema, quella che non si vede nello scontrino. Ogni magazzino è un punto di rischio termico. Sopra i 20 °C i composti aromatici del vino si degradano in modo irreversibile (lo confermano AIS Lombardia e l'Institut Français de la Vigne). Una bottiglia che ha passato 18 mesi in un retro-negozio a 22 °C, anche se l'etichetta è identica:
Non è la stessa bottiglia che è uscita dalla cantina.
Sarà solo una sua pallida versione, se non un vino ormai spento o difettato.
Io l'ho chiamata:
"Il Labirinto della Filiera"
I miei soci se ne accorgono direttamente nel bicchiere. Qualche volta lo dicono pubblicamente.
"Comunque ho bevuto il brut tradition di Carole Noizet, buono in termini assoluti ma per quel che costa è ancora più buono. Alla cieca un gruppo di amici stimava che fosse uno Champagne da 80-100 €. Quando hanno saputo che costava […], sono sbiancati."
Gregorio Piccoli, socio IMDB VIP Club Silver (WhatsApp con consenso esplicito, Maggio 2024)La Borgogna, da sola, ha 3.489 domaine. Sette ettari di media, 84 denominazioni, oltre 1.200 vigne classificate con un nome proprio. Il paese si è preso il nome del cru più famoso che ha dentro, così Gevrey-Chambertin non è Chambertin, e quindici cugini portano lo stesso cognome su etichette che non c'entrano niente l'una con l'altra.
Nove anni e mezzo
Tanto ci metteresti a visitarli tutti, uno al giorno, domeniche comprese. Ai Grands Jours de Bourgogne ci sono mille espositori e seimila vini in assaggio: anche un professionista, in una settimana, ne prova uno su dieci.
E quando finalmente una guida te lo racconta, sei comunque in ritardo: l'allocazione se la sono già presa quelli che lo sapevano prima. Ammesso di saperlo in anticipo, resta l'ultimo muro, quello vero:
un domaine da sette ettari non vende al privato che gli scrive una mail.
Non è una questione di soldi. Quelle porte si aprono con gli anni di ritorni, gli assaggi fatti insieme, i carichi pagati puntuali. È capitale che si accumula andandoci, e non si compra.
Ecco perché il fai-da-te non è una strada più lenta: è una strada chiusa. Non perché non sei capace. Perché il sistema è costruito così.
Mi chiamo Massimo. Comincio da quello che non sono, così togliamo subito il dubbio.
Tutto quello che leggi qui sopra non sarebbe possibile senza una norma operativa che ho imposto alla mia filiera. Si chiama "Direttiva Zero Magazzino" perché è proprio così che funziona, niente magazzino. Confrontala con la filiera tradizionale e capisci subito la differenza.
Conseguenza: prezzo finale 2-3,5 volte il prezzo cantina, bottiglia esposta a calore, luce, vibrazioni per mesi.
Tempo totale: almeno 3 settimane, di media un mese. Conseguenza: prezzo vicino al cantina, bottiglia freschissima, mai stata ferma da nessuna parte. Eccezione: per le briciole di campagne appena finite che tengo da parte per i soci della Priority List, i tempi sono di pochi giorni.
"Ci vorranno almeno 3 settimane per ricevere il vino, ma sarà il più fresco e al miglior prezzo che tu possa mai ottenere."
E c'è una conseguenza che vale la pena dire ad alta voce. Non posso rifilarti avanzi di magazzino, perché un magazzino non ce l'ho. Se compro solo quello che è già venduto, non esistono giacenze da liquidare, annate rimaste indietro, lotti da spingere in saldo a fine anno.
Tre sotto-meccanismi che fanno funzionare il sistema:
È la domanda giusta, ed è sana. Quando uno ti fa un prezzo che non torna, la spiegazione più economica per il cervello è che manchi qualcosa. Te la faccio anch'io quella domanda, quando compro. Quindi rispondo prima che me la faccia tu.
"Stanno svuotando il magazzino, sono avanzi di due anni fa."
Il magazzino non esiste. Ordino al produttore solo dopo che la campagna ha chiuso gli ordini. Non ho giacenze da liberare, quindi non ho nessun motivo per spingerti una cosa invece di un'altra.
"È stock da liquidazione, roba stata in un capannone a 45 gradi."
Il vino parte dalla cantina di chi lo fa, non da un deposito di qualcun altro. Passa da me solo per la burocrazia dell'importazione, e poi va a casa tua.
"Mi state spacciando un industriale per artigianale."
Ti dico nome, cognome, paese ed ettari. Carole Noizet a Saint-Thierry, Jean Fery a Echevronne, Rebourgeon-Mure a Pommard. Sono persone a cui ho stretto la mano, in posti dove sono tornato più volte. Se ti racconto una cantina è perché ci sono stato.
"Mi rifilano l'annata scomoda, quella che le guide hanno stroncato."
L'annata te la scrivo sempre, in chiaro, prima che tu ordini. Se una annata è difficile te lo dico io, perché sono io che devo risponderti quando la apri.
"Se hai le cose buone e i clienti buoni, perché me le offri scontate?"
Non è uno sconto, è un prezzo senza quattro passaggi dentro. Non tolgo niente al vino: tolgo l'importatore, il distributore, il grossista e lo scaffale. Il risparmio è tutto lì, e non c'entra col vino.
"Gli 'ultimi tre pezzi' che durano tre mesi."
Quando una campagna chiude, è chiusa. Le bottiglie sono quelle che il vignaiolo ha fatto, e quando l'allocazione è finita non la riapro il mese dopo con un altro nome.
Nessuno di questi sospetti è stupido. Sono tutti smontabili in trenta secondi, a patto di avere l'informazione giusta. Le mie email, in fondo, servono a questo: dartela prima che ti serva.
Ti racconto le storie dei vignerons che incontro. Ti dico in anticipo quando arriva una cassa nuova. Ti spiego come si conserva il vino e come si abbina al cibo. Una volta a settimana. Puoi disiscriverti con un click in fondo a ogni email.
Una volta a settimana, non di più. Quando arriva, succede una di queste cose.
(Ti elenco i temi ricorrenti qui sotto, ma a essere onesto le mie newsletter migliori sono quelle che scrivo di getto la mattina dopo essere tornato da un produttore, senza piano editoriale. Prendi la lista come indicazione, non come schema fisso.)
Dal 2010 a oggi.
Se avessi più reclami e più resi, sarei il primo a preoccuparmi. Ma finché restano questi, vuol dire due cose: che il mio lavoro lo so fare, e che quando malauguratamente qualcosa va storto trovo sempre il modo di rimettere a posto le cose col cliente.
La garanzia te la racconto adesso, prima che tu abbia comprato qualcosa, perché è esattamente la stessa che troverai dopo.
"Sa di tappo" è l'unico difetto che tutto il mondo riconosce e rimborsa. Ma quante volte ti è capitato davvero? Quello che capita molto più spesso è un'altra cosa: la bottiglia importante che non è difettata, e che però ti lascia freddo. Sottile, spenta, cotta dal viaggio, di un'annata debole, di un produttore mediocre. Nessuno te la rimborsa, da nessuna parte.
E allora parte la domanda peggiore di tutte:
"Era il vino, o sono io che non ho capito?"
Siccome non puoi saperlo, la risposta che ti dai è sempre la seconda. Da me quella domanda non te la fai, perché non serve rispondere:
Apri, assaggia, e se non vale questi soldi me lo dici e ti rimborso. Anche a bottiglia mezza bevuta. Non devi dimostrare che era difettata, non devi fotografare il tappo, non devi convincermi. Basta che mi dica che non ci siamo. Alle condizioni della Garanzia Soddisfazione, art. 7-bis dei Termini e Condizioni.
Sono due condizioni che nessuno che stia bluffando accetterebbe. Io posso accettarle perché il rischio me lo sono preso prima, quando ho scelto: dal 2010, su decine di migliaia di bottiglie spedite, i rimborsi sono stati tre o quattro in tutto.
Un Grand Cru, ordinato da un socio. Arriva la bottiglia col tappo che trafilava lievemente. Difetto invisibile a chi non sa cosa guardare. Dentro il vino stava bene, lo sapevamo entrambi (l'abbiamo aperta giorni dopo per curiosità, era buona in bocca). Ma quel piccolo trafilamento, per me, era abbastanza.
Ho rimborsato la bottiglia prima ancora che il socio chiedesse niente. Nella cassa successiva ho aggiunto una bottiglia in più. Costo per me: il prezzo di un Grand Cru. Costo per il socio: zero, e una bottiglia regalo.
"E poi posso confermare che la 'GARANZIA 100% ZERO RISCHI' è tutto vero. Anni fa avevo acquistato varie referenze nella campagna estiva del Prosecco, ma una etichetta non era proprio nelle mie corde. Detto fatto, ho restituito le due casse 'incriminate', me le sono fatte sostituire con due casse degli altri prosecchi già ordinati, che invece mi avevano garbato parecchio."
Riccardo Telesi, recensione Facebook pubblica, 16 Luglio 2024
"Grazie a Massimo, Cristina e tutto lo staff per la loro professionalità. Veramente disponibili e celeri anche in caso di bottiglie difettate, cosa che purtroppo può capitare. Rimborso ottenuto immediatamente."
Daniele Giorgi, recensione Facebook pubblica, 16 Luglio 2024
C'è sempre qualcuno, nelle famiglie, che quando serve una bottiglia seria dice "aspetta, chiamo Bruno". E Bruno risponde, dice cosa prendere, e la figura è salva. Non è una questione di soldi: è che quello lì ha un amico che se ne intende, e tu no.
Questa è la parte del mio lavoro di cui non parla nessuno, e che invece i soci usano tutti i giorni. Quando devi scegliere una bottiglia per una cena, quando non sai se quella che hai in cantina è pronta, quando sei davanti a uno scaffale e hai due minuti per decidere, mi scrivi e ti rispondo.
Il numero è questo, ed è sempre lo stesso.
0381 197 4151Su WhatsApp, quando sarai dei nostri.
Rispondo io o Cristina, e non sempre nel minuto esatto: è un numero vero, non un centralino. Ma da oggi, se ti serve, un Bruno ce l'hai anche tu.
Sei testimonianze, riportate parola per parola, da clienti che hanno dato il consenso. Niente di costruito, niente di pagato. Coprono le quattro cose che contano davvero: la garanzia quando la invochi, il valore della bottiglia alla cieca, la Borgogna, e cosa succede quando qualcosa va storto.
"E poi posso confermare che la 'GARANZIA 100% ZERO RISCHI' è tutto vero. Anni fa avevo acquistato varie referenze nella campagna estiva del Prosecco, ma una etichetta non era proprio nelle mie corde. Detto fatto, ho restituito le due casse 'incriminate', me le sono fatte sostituire con due casse degli altri prosecchi già ordinati, che invece mi avevano garbato parecchio."
Riccardo Telesi, recensione Facebook pubblica, 16 Luglio 2024"Grazie a Massimo, Cristina e tutto lo staff per la loro professionalità. Veramente disponibili e celeri anche in caso di bottiglie difettate, cosa che purtroppo può capitare. Rimborso ottenuto immediatamente."
Daniele Giorgi, recensione Facebook pubblica, 16 Luglio 2024"Comunque ho bevuto il brut tradition di Carole Noizet, buono in termini assoluti ma per quel che costa è ancora più buono. Alla cieca un gruppo di amici stimava che fosse uno Champagne da 80-100 €. Quando hanno saputo che costava […], sono sbiancati."
Gregorio Piccoli, socio IMDB VIP Club Silver, su Champagne Carole Noizet (WhatsApp con consenso esplicito, Maggio 2024)"Solo […]? Credevo un po' di più. Chi è più avvezzo di me allo Champagne ha detto che è molto meglio di tante bottiglie da 80 a 100 euro."
Matteo Farina, socio IMDB VIP Club Diamond, su Champagne Brut Tradition di Carole Noizet (WhatsApp con consenso esplicito, Maggio 2024)"Magnifico pinot nero di Jean Fery Hautes Côtes de Beaune, profumatissimo e croccante, inaspettato per una denominazione 'sotto-regionale'. Ottimo affare."
Maurizio Lanfranchi, recensione Facebook pubblica, Agosto 2025"A volte le cose non vanno come vorresti, possono capitare degli imprevisti e a volte non dipende neppure da te. Quello che fa la differenza è come reagisci tu a questi imprevisti. Scrivo da cliente e posso dire che quella che sembrava una ciambella venuta senza buco, a causa di un importante ritardo sulla consegna, si è trasformata in una sorpresa. Grazie Massimo per come hai affrontato il problema e per l'attenzione che hai avuto nei nostri confronti."
Federica Bertoli, recensione Facebook pubblica, 11 Maggio 2024Le altre te le racconto nelle email, una alla volta, insieme alle bottiglie di cui parlano.
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No. La tua email serve solo a me per scriverti. Non vendiamo, non condividiamo, non integriamo con terze parti commerciali. La normativa GDPR è rispettata, il link alla privacy completa è in fondo alla pagina e nel form.
Sono il fondatore di Il Massimo del Bere. Non ho pezzi di carta e certificazioni da esibire, la mia autorità arriva dai viaggi diretti nelle cantine di Champagne, Borgogna, Loira e Rodano da metà anni Novanta, in Borgogna dal 2000. Dal 2010 porto avanti il WineClub: decine di migliaia di bottiglie spedite e tre o quattro rimborsi in tutto. Oggi siamo oltre 6.000 lettori e oltre 1.000 hanno comprato almeno una volta, qualcuno fin dai primi tempi, oltre 15 anni fa. Se vuoi sapere di più, troverai tutto nelle email che ti manderò.
No. Le grandi Maison commerciali non sono nel mio catalogo. Lavoro solo con récoltants-manipulants, négociants-manipulants di piccola scala e cooperative di vignerons indipendenti. Stesso discorso per Borgogna (piccoli Domaines), Loira (vignaioli biodinamici), Rodano (boutique). Niente "best of" da supermercato.
Di solito almeno 3 settimane, in media un mese. È il tempo che serve a raccogliere gli ordini sulla campagna, far partire il lotto consolidato dalla Francia, fare lo sdoganamento e rispedirti la cassa a casa. Non è "pronto a magazzino": è un'allocazione dedicata che funziona solo se aspetti che il sistema si chiuda. L'unica eccezione: per le briciole di campagne appena finite che tengo da parte per i soci della Priority List, i tempi sono di pochi giorni.
La Garanzia Soddisfazione vale sulla singola bottiglia, anche se l'hai già aperta e assaggiata: basta che tu mi dica che non ci siamo. Risposta entro 24 ore, sostituzione o rimborso, scegli tu. Dal 2010 è capitato tre o quattro volte in tutto. Vedi qui sopra la storia del Grand Cru e i testimonial di Telesi e Giorgi. Alle condizioni della Garanzia Soddisfazione, art. 7-bis dei Termini e Condizioni.
I Domaines piccoli di Borgogna fanno poche migliaia di bottiglie l'anno e le dividono fra decine di mercati, quindi in Italia arrivano in quantità minime e quasi sempre attraverso un importatore. Io salto quel passaggio: vado nelle cantine, assaggio, e chiedo un'allocazione diretta per i soci del Club. In Borgogna ci vado dal 2000, e nelle cantine francesi da metà anni Novanta. Quello che riesco a ottenere lo apro ai soci con una campagna, e chi è iscritto alla newsletter la riceve quando parte.
Un récoltant-manipulant è un vigneron che coltiva le proprie vigne e fa lo Champagne da sé, e si riconosce dalla sigla RM sull'etichetta. Sono produttori piccoli, spesso senza nessun distributore italiano, e in enoteca praticamente non li trovi. Nel mio catalogo ci sono solo loro, più négociants-manipulants di piccola scala e cooperative di vignerons indipendenti. Le grandi maison commerciali non le tratto, e non è una scelta di prezzo: è che il lavoro di selezione lì non serve a niente.
Fra la cantina del produttore e la tua tavola, di solito, ci sono quattro anelli: importatore italiano, distributore, grossista, enoteca. Ognuno mette il suo margine e ognuno ha un magazzino dove la bottiglia resta ferma. Saltandoli tutti, lo stesso Champagne che in enoteca italiana paghi 50-70 € vale meno della metà. Non è uno sconto e non è una svendita: è il prezzo che resta quando togli quattro ricarichi e quattro magazzini.
Questo. Iscriversi è gratis e non impegna a niente: puoi leggermi per anni senza comprare una bottiglia. Non c'è canone obbligatorio, non c'è una box a sorpresa che parte da sola, non arriva niente che non hai ordinato tu.
Sono quattro modelli diversi e servono bisogni diversi. Un grande e-commerce come Tannico o Callmewine ti dà un catalogo vastissimo sempre disponibile, tenuto in magazzino: se vuoi scegliere stasera fra decine di migliaia di etichette, è lì che devi andare. Un sito francese come Vinatis ti vende dalla Francia a prezzi francesi, e in cambio gestisci tu spedizione internazionale e tempi, senza un interlocutore italiano se qualcosa va storto. Una wine box mensile ti manda una selezione fatta da altri, a cadenza fissa, e tu scopri cosa c'è dentro quando arriva.
Io faccio l'opposto su tre punti: compro dal produttore solo quello che i soci hanno già ordinato, quindi niente magazzino e niente bottiglie ferme; la selezione è la mia, di una persona che quelle bottiglie le ha assaggiate in cantina, non di un algoritmo né di un catalogo; e scegli sempre tu cosa prendere e quanto, referenza per referenza. Il prezzo che pago è: devi aspettare tre o quattro settimane, perché il vino parte dopo che l'ordine è chiuso.
Sì, e succede più spesso di quanto si dica. Il calore è il nemico numero uno del vino, e ogni magazzino in cui la bottiglia sosta è un punto in cui può prendere colpi di temperatura. La catena tradizionale ne ha quattro, e nessuno ti dice quanto tempo la tua bottiglia ha passato in ciascuno. Nel mio caso la bottiglia parte dalla cantina dopo l'ordine e fa un viaggio solo, e in estate le campagne delicate le sposto o le spedisco con accorgimenti. Se poi arriva male, c'è la garanzia: rimborso o sostituzione, senza discussioni.
Sì, ed è il punto che la rende diversa da quasi tutte le altre. Non serve che il vino sia difettato: basta che tu mi dica che non vale i soldi che hai speso. Vale sulla singola bottiglia, anche mezza bevuta, e scegli tu se preferisci il rimborso o la sostituzione. Dal 2010 è capitato tre o quattro volte su decine di migliaia di bottiglie spedite, ed è il numero di cui vado più fiero, perché dice che la selezione tiene. Alle condizioni della Garanzia Soddisfazione, art. 7-bis dei Termini e Condizioni.
No, nessun minimo obbligatorio. Puoi prendere una bottiglia sola di una referenza che ti incuriosisce. Quello che esiste sono i vantaggi a volume, cioè sconti che crescono con la quantità e la spedizione gratuita sopra una certa soglia, ma restano vantaggi, non soglie d'accesso. Le box miste esistono perché a molti conviene, non perché siano l'unico modo di comprare.